La storia della viticoltura Picena

Scopri con questo articolo maggiori informazioni in merito ai vini DOC del Piceno, alcuni dati e la storia della viticultura di questa zona delle Marche.

La viticoltura picena ha origini antiche: sembra che le prime viti siano state fatte conoscere alle popolazioni locali dagli Etruschi e di questa coltivazione si hanno testimonianze che risalgono all’VII secolo a.C.

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Attraverso i secoli, l’arte della coltivazione della vite è stata estremamente favorita in questa regione che presenta un territorio particolarmente indicato, per via dei dolci colli che dall’Appennino digradano man mano verso l’Adriatico.

In questa terra ricca di contrasti, dove la gente è fiera e indipendente, nascono da sempre vini caldi e generosi, che attraversano la storia resistendo ai mutamenti.

Solo negli anni recenti, quando l’agricoltura cede il passo alla quantità, questa tradizione sembra vacillare.
È negli anni ’80, grazie all’opera di alcuni coraggiosi viticoltori che le varietà autoctone vengono riscoperte scegliendo di produrre vini che ricercano un’eccellenza assoluta, scelta che andava allora in controtendenza con il mercato e che si è dimostrata invece un proficuo investimento.

La terra picena offre oggi alla tavola di tutti i giorni ma anche a quella delle grandi occasioni rossi sanguigni e fragranti e bianchi sapidi e profumati, chiara espressione di un territorio caratterizzato costantemente dall’innovazione nella continuità, dal recupero delle proprie radici e dal rispetto delle tradizioni.

Il territorio delle Marche ha diverse D.O.C., alcune storiche, come il Rosso Piceno e altre più recenti come l’Offida.

Tra quelle del Piceno ricordiamo il Rosso Piceno riconosciuto come DOC nell’agosto del 1968; il Falerio riconosciuto come DOC nell’aprile del 1975 e l’Offida riconosciuto come DOC nel maggio 2001.

I dati sulla viticoltura Picena

Fino alla prima metà degli anni sessanta la produzione vitivinicola italiana seguiva le leggi di quella agricola, preoccupandosi più della quantità che della qualità.

Una prima inversione di tendenza si è avuta per scongiurare la grave crisi che il comparto vinicolo ha dovuto affrontare in seguito allo scandalo sul metanolo.

Da qui, i viticoltori Piceni hanno cominciato a scegliere di elevare la qualità e l’immagine del vino italiano.

Per questo emergono, a opera di alcuni coraggiosi capofila, vitigni autoctoni quali la Passerina e il Pecorino (a bacca bianca) e il Montepulciano (a bacca rossa), che concorrono alla produzione delle D.O.C. Falerio dei Colli Ascolani, Rosso Piceno e Offida.

Ma la grande svolta della vitivinicoltura picena avviene negli anni ’90, quando il must implementato anche dai viticoltori piceni, anche grazie a novità tecnico-enologiche, è ormai la ricerca della qualità indiscussa.

Ecco allora che, grazie alla valorizzazione dei vitigni autoctoni e di alcuni altri particolarmente importanti per il territorio, la produzione delle 3 D.O.C. del Piceno acquista sempre più spessore e visibilità.

Nei prossimi articoli, le recensioni dei 3 vini doc della zona del Piceno, in ordine verranno pubblicati informazioni in merito al:

  • ROSSO PICENO D.O.C. (1968);
  • FALERIO DEI COLLI ASCOLANI D.O.C. (1975);
  • OFFIDA D.O.C. (2001).

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