Guida Enogastronomica: Le qualità del vino “Pecorino” a bacca bianca

Il 24°appuntamento con questa guida enogastronomica alla scoperta dei prodotti tipici del Piceno.

In questa puntata, scoprirai maggiori informazioni su un altro vino a bacca bianca riscoperto dopo tanti anni, “il Pecorino”.

Scopri le qualità e la storia di questo ottimo vino marchigiano

Le uve da cui nasce il vino Pecorino

Nel precedente articolo dedicato a questa guida enogastronomica, ho parlato di un altro vino a bacca bianca, Il Passerina.

In questo appuntamento invece l’attenzione è ricolta ad un altro eccellente vino: Il Pecorino.

E’ un vitigno a frutto bianco che viene utilizzato insieme ad altre uve e dà un gusto fresco dovuto alla
sua acidità.

E’ una vecchia varietà probabilmente di origine marchigiana, diffuso, anche se limitatamente, in alcuni areali dell’Umbria e dell’Abruzzo.

Il “Pecorino”, che per alcune ricerche condotte di recente è diretto discendente del vitigno “grechetto”, è stato nel tempo dimenticato e confinato nelle zone pedemontane delle province di Ascoli Piceno e Macerata.

E’ un vitigno riscoperto nella prima metà degli anni ottanta presso le zone alte del Fiume Tronto, nei pressi di Arquata del Tronto (provincia di Ascoli Piceno), grazie alla collaborazione e ricerca di tecnici ed operatori del settore che si sono cimentati in un percorso di valorizzazione di un vitigno completamente smarrito
all’ampelografia Picena.

Il lungo percorso di ricerca, di studio e di impianto del vigneto a pecorino si deve anche grazie alla collaborazione della Regione Marche con il suo Istituto di Ricerca, ASSAM di Ancona.

Intorno alla metà degli anni novanta, in una fase di crescente utilizzo dei vitigni a bacca bianca di origine internazionale, si è avviato un proficuo dibattito tecnico-produttivo tra i viticoltori Piceni, che ha generato alla fine del 2000 il riconoscimento della DOC Offida Pecorino, a partire dalla vendemmia 2001.

Grazie a questa attività di ricerca, il vitigno si è diffuso anche in altri areali marchigiani in cui viene coltivato per la sua precocità di maturazione e per le sue proprietà di donare una maggiore struttura ai vini bianchi.

Tra i vari casi di sinonimia esiste anche quello di “Vissanello” (dalla località Visso – MC) che testimonia l’adattabilità e la diffusione storica di questo vitigno nelle aree interne.

Le caratteristiche analitiche dei mosti sono caratterizzate da una elevata acidità totale associata ad un’altrettanta elevata gradazione zuccherina e da profumi primari generalmente poco caratteristici.

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