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Frutta Disidratata: Che cos’è e come conservarla correttamente

E’ la frutta a cui è stata estratta parte dell’ acqua che conteneva.

La disidratazione è uno dei più antichi procedimenti di conservazione:


per secoli i frutti sono stati lasciati seccare al sole, oggi la disidratazione che avviene industrialmente è un processo fortemente meccanizzato, che si effettua a temperatura controllata.

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Per reidratare i frutti, è possibile tenerli a bagno nell’ acqua, in un succo oppure in un liquido alcolico fino a quando si gonfieranno e diventeranno morbidi.
L’ ammollo durerà 6-8 ore in un liquido freddo e circa mezz’ ora in un liquido caldo.

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I frutti disidratati si consumano aggiunti ai cereali, alle macedonie, alle insalate, o per farcire torte, budini, pasticcini o anche cotti nel riso.

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Contengono in genere 4 volte le sostanze del frutto fresco, sono dunque altamente energetici.
L’ energia fornita è immediatamente disponibile, perchè il metabolismo degli zuccheri avviene rapidamente.

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Spesso contengono sostanze conservanti che impediscono la decolorazione, l’ indurimento, la formazione di muffe e la proliferazione proteica.

Come conservare la frutta disidratata


Conservare i frutti disidratati in luogo fresco e asciutto per un massimo di 12 mesi.
Se necessario possono essere congelati.

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16 mar, 2009 - pubblicato in: Lo sapevate che
da: Ugo Bracchetti

Un commento su “Frutta Disidratata: Che cos’è e come conservarla correttamente”

  1. wasp

    scusami,ma io vorrei tnt sapere nn come si fa a conservarla ma essenzialmente come si DISIDRATA!!!!!!
    grazie
    WaSp

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